Un quarto alle tre

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Ivan Zazzaroni
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La novità, nella corsa al quarto posto onorata da Roma e Juve, è il Como che comincia a crederci ma si nasconde ancora. La novità è la squadra di una società “straniera” che sa fare un calcio “straniero” e continua a progettare. La novità è un allenatore, Fabregas, che l’estate scorsa fu cercato da Roma, Milan, Inter, Leverkusen e non so chi altri e rispose “ni” a tutti ben sapendo che da Como non si sarebbe mosso. La novità è la squadra che attacca come pochi e si permette di avere la miglior difesa del campionato, insieme a quella di Gasperini.

La novità è il Como che se fosse andato a Perth col Milan avrebbe fatto un’enorme cazzata, vista la classifica attuale. La novità è giovane, fresca e rappresenta perfettamente la sua guida. Uno che scuote, parla alla mente e al cuore dei suoi con la forza e la densità delle idee.

Non può essere novità la Juve alla quale Spalletti ha comunque dato un’identità riconoscibile: da Bologna in avanti la squadra ha dimostrato di avere finalmente un senso compiuto. A Reggio Emilia s’è imposta molto oltre l’autogol di Muharemovic e le reti di Miretti e David, che si è concesso anche un assist.

Tra le cose migliori proposte da Luciano c’è appunto il rilancio di Fabio Miretti, centrocampista multiruolo che sa andare negli spazi come pochi altri in serie A e al quale la tecnica non fa certo difetto. Miretti ha 22 anni, la testa giusta e 90 presenze e 5 gol in serie A. È da Nazionale come Nicolò Fagioli, l’unico autentico talento italiano del momento.

PS. Sempre a proposito della corsa all’ultimo posto Champions disponibile, ieri Gasperini, 13 punti in più rispetto alla stagione scorsa, non s’è presentato in sala stampa. Un’assenza che ha fatto rumore assai più di tante parole. Gasp è nervoso (eufemismo): non ha scelto la Roma per sopravvivere, per puntare a un sesto o settimo posto, ma per provare a vincere. A Lecce ha portato al successo una sorta di Under 23, tra Ferguson, Ziolkowski, Pisilli, Ghilardi, Wesley, Romano e Soulé, gli ultimi due entrati nel finale.

In una stagione come questa, nella quale la Roma potrebbe divertirsi, manca - al momento - ciò che sparì dal secondo anno romanista di Mourinho.


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